Oyster Stout
COLORE
Scuro, da marrone a quasi nero
SCHIUMA
Colore che può variare dal bianco al beige, compatta, a grana molto fine
STORIA
Le origini della Oyster Stout risiedono non tanto in una particolarità nella produzione, ma in un abbinamento gastronomico. Nell’Ottocento, infatti, quando la Stout prese piede in Irlanda, le ostriche erano un alimento molto utilizzato, anche nei pub e nei locali dove si serviva la birra. L’abbinamento tra questi molluschi e la birra scura divenne di conseguenza un classico, che restò sulla cresta dell’onda fino al Novecento, quando sia le ostriche che la birra Stout conobbero un periodo di declino.
In epoca più recente, attorno agli anni ’20, si riprese l’idea della Oyster Stout in maniera differente: si decise di provare ad aggiungere le ostriche (o l’acqua in esse contenuta) in fase di produzione, solitamente durante la bollitura. Naturalmente il gusto della birra viene nettamente influenzato.
DEGUSTAZIONE
L’aspetto è quello tipico delle Stout: colore molto scuro e schiuma compatta e cremosa, a grana molto fine.
Al naso si percepiscono i sentori tipici della Stout: caffè, cacao, cioccolato, insieme ad un accenno di frutti rossi maturi, farina di castagne e orzo. L’aggiunta delle ostriche conferisce una piacevole nota minerale e salmastra.
Al palato le note aromatiche tipiche della Stout e il corpo mediamente strutturato si coniugano con sentori salmastri delicati, in perfetta coerenza con quanto percepito al naso.
ABBINAMENTI
L’abbinamento ostriche e Stout da sempre è oggetto di grandi dibattiti: non resta che provare!
