Ar.Pe.Pe.
Pensate a cosa sia fare vino in un contesto aspro ed ostico come i pendii scoscesi delle Alpi valtellinesi: serve molto impegno, forza di volontà e una dose decisamente abbondante di esperienza. In aggiunta, il vitigno tipico di questi territori, il Nebbiolo, è difficile da trattare, spesso esigente e restio a dare il meglio di sé, se non trattato adeguatamente. Eppure i produttori valtellinesi sono stoici, continuano nella loro missione e, spesso, raggiungono risultati strepitosi, quasi incredibili. Sicuramente un caso eclatante è quello di Ar.Pe.Pe.
Cantina ormai affermata e conosciutissima, Ar.Pe.Pe. lega il proprio nome indissolubilmente alla Valtellina, in una selezione fatta unicamente di rossi a base di Nebbiolo in purezza. Il loro “Nebbiolo delle Alpi” è la linea guida, il punto di partenza da cui tutto inizia e lo scopo a cui tutto fa riferimento: la coltivazione in vigna, spesso difficile, fatta di tante scommesse vinte negli anni ma anche di sudore e fatica; l’attenzione in cantina, con l’utilizzo sapiente e mai smodato di legni raffinati, in combinazione con altri materiali come cemento e acciaio; l’attesa e il rispetto per il prodotto finale, proposto sempre al meglio della sua forma e nel pieno rispetto della materia prima, da cui tutto appunto ha inizio e che è lo scopo finale della grande fatica fatta. Il Nebbiolo nella sua integrità e raffinatezza, proposto negli anni con una costanza qualitativa impressionante, che ha permesso ad Ar.Pe.Pe. di affermarsi come uno dei grandi nomi dell’enologia valtellinese.
Non manca, in questo contesto, anche un’attenzione crescente all’ambiente e alla tutela del territorio: pur mantenendo invariata la qualità dei propri prodotti, la cantina si rinnova ciclicamente nei processi produttivi, per garantire un impatto ambientale minimo e la massima tutela possibile del territorio, delle proprie vigne e di noi appassionati.
Quanto si può celare dietro un semplice sorso di vino…
