Colli Euganei Fior d'Arancio

VITIGNI

Moscato giallo (min. 95%)

 

ZONA DI PRODUZIONE

Provincia di Padova

 

ATTUALE DENOMINAZIONE

DOCG

 

STORIA

La denominazione Fior d’Arancio risale alla fine degli anni Sessanta, ma solo nel 2010 è diventata una DOCG.

All’interno della denominazione è prevista la produzione di diverse tipologie di vino: il fermo, che può a sua volta differenziarsi grazie al residuo zuccherino e variare da secco a dolce, lo spumante e il passito. In base alle vostre esigenze, dunque, potete spaziare ed assaggiare vini differenti.

 

DEGUSTAZIONE

Partiamo con il descrivere la tipologia più varia: il fermo. Questo vino, come detto in precedenza, può avere residui zuccherini differenti e, pertanto, il risultato finale può variare considerevolmente. Il colore è un giallo paglierino più o meno intenso. Al naso la prima nota evidentissima è quella aromatica tipica del Moscato: i sentori fruttati e floreali molto marcati non lasciano spazio a dubbi e saranno la gioia degli appassionati di questa tipologia di vini. Note che variano dalla pesca bianca e gialla, all’albicocca, passando per sentori di frutti tropicali come mango, ananas e papaya, fino ad arrivare a gelsomino e mughetto; spesso sono presenti anche note che ricordano le erbe aromatiche e sentori vegetali. Al palato è un vino leggero, grazie al tenore alcolico solitamente molto ridotto. Una piacevole nota acida mantiene le sensazioni gustative equilibrate, anche nelle versioni dal residuo zuccherino elevato. Anche al palato si possono percepire distintamente i sentori fruttati e floreali sentiti all’esame olfattivo.

Lo spumante per molti aspetti è simile al fermo, prima di tutto nelle sensazioni olfattive. Si tratta anche in questo caso di un vino di tenore alcolico molto contenuto, supportato da una nota fresca delicata. Anche in questo caso sia al naso che in bocca sono perfettamente distinguibili i sentori tipici del Moscato Giallo. Le bollicine, fini e delicate, danno una nota stuzzicante in più, particolarmente piacevole, che lascia la bocca pulita. Lo spumante è prodotto nella versione dolce.

Il passito, invece, è lievemente differente. Poiché è ottenuto da uve sottoposte ad appassimento, risulta più concentrato ed intenso: i grappoli, infatti, una volta raccolti vengono fatti essiccare per diversi mesi, in modo che l’acqua contenuta negli acini evapori parzialmente, con una conseguente concentrazione delle sostanze estrattive in essi contenute. Avremo quindi un vino dal colore dorato intenso e brillante. I profumi ricorderanno la frutta matura, in confettura, sciroppata ed essiccata: dalle pesche in sciroppo, all’albicocca secca, fino all’ananas candito e alla confettura di arancia, le note tipiche del Moscato si faranno sentire più che mai. Sempre presente una piacevole nota floreale, ma accompagnata da sentori delicatamente speziati, che ricorderanno la vaniglia o il miele. Dal punto di vista gustativo è un vino più caldo dei precedenti, che mantiene la nota fresca piacevole e, di conseguenza, un buon equilibrio. Un’esplosione di sensazioni intense e persistenti pervaderà il vostro palato, lasciandolo però piacevolmente pulito.

 

ABBINAMENTI

Le versioni meno zuccherine sono adatte ad essere servite come aperitivo o per accompagnare piccoli stuzzichini. Nel caso di prodotti più dolci, si consiglia l’abbinamento con piccola pasticceria secca o guarnita con marmellata, dolci al cucchiaio, dolci lievitati, anche guarniti con panna o creme. Il passito si presta ad accompagnare dessert un po’ più strutturati, come la creme brulee o lo zabaione.

 

NOTE

Il titolo alcolometrico svolto minimo per il fermo e lo spumante è 4,5%: sono vini molto leggeri, ideali a fine pasto se si vuole stare su qualcosa di leggero ma gradevole.