Ripasso

VITIGNI

Corvina Veronese (min. 45%, max. 95%), sostituibile con Corvinone (max. 50%); Rondinella (min. 5%, max. 30%) e altri

 

ZONA DI PRODUZIONE

Valpolicella, provincia di Verona

 

ATTUALE DENOMINAZIONE

DOC

 

STORIA

Il Ripasso è prodotto con i medesimi vitigni utilizzati per l’Amarone e il Recioto. Le affinità tra questi vini, tuttavia, non si fermano qui, ma anzi essi sono intimamente collegati. Il nome “Ripasso”, infatti, fa riferimento alla particolare tecnica utilizzata per ottenere questo vino: le uve dell’Amarone e del Recioto, raccolte e lasciate appassire, vengono pigiate; una volta effettuata questa operazione ed estratto il mosto, le vinacce rimanenti vengono unite ad un Valpolicella base, per una seconda fermentazione. Se in origine il vino faceva solo un passaggio molto breve a contatto con le vinacce, con il tempo si è compreso che un contatto prolungato permetteva di ottenere prodotti qualitativamente validi e strutturati: ad oggi il passaggio a contatto con le vinacce può durare fino a venti giorni.

Il vino ottenuto, di conseguenza, ricorda nei sentori quelli ottenuti da uve sottoposte ad appassimento, ma senza raggiungere livelli di concentrazione aromatica e alcolica così elevati.

In etichetta possono comparire diverse diciture aggiuntive: “Classico” (si riferisce ai vini ottenuti in quella che è ritenuta la zona di produzione originaria) e “Valpantena” (è una sottozona, ovvero un territorio ristretto all’interno della denominazione che viene considerato molto vocato e i cui prodotti sono considerati qualitativamente eccellenti).

 

DEGUSTAZIONE

Come abbiamo anticipato, il Ripasso, grazie al particolare metodo di produzione, ha molti tratti in comune con l’Amarone e il Recioto. Tuttavia, si distingue grazie a concentrazioni più lievi e tenore alcolico più moderato.

È un vino di colore rubino intenso, carico, che può arricchirsi di sfumature granate grazie all’evoluzione. Al naso ha profumi intensi, che ricordano prima di tutto i frutti, freschi e in confettura: dalle more al ribes nero, fino alla prugna cotta e alla ciliegia. A questi sentori, si accompagnano note floreali di violetta e speziate, che variano dalla vaniglia, al pepe, fino a comprendere chiodo di garofano, bacca di ginepro, tabacco, cacao e liquirizia.

Al palato è un vino morbido, rotondo, caldo, ben bilanciato grazie a tannini fini ma robusti. La grande struttura e la lunga persistenza rendono il Ripasso un vino che nulla ha da invidiare agli altri esemplari che costellano la Valpolicella.

 

ABBINAMENTI

Grazie alla struttura importante, il Ripasso può essere un eccellente compagno per un intero pasto: primi piatti strutturati, come un risotto con le tome, secondi a base di selvaggina e cacciagione e formaggi stagionati.

 

NOTE

Alcuni produttori della Valpolicella utilizzano la tecnica del ripasso in maniera innovativa: sono molte, quindi, le etichette che, pur non rientrando nei vini definibili “Ripasso”, vi si accostano molto. È un mondo tutto da scoprire!