Friulano
Quando si cita il Friulano non si può prescindere dal raccontare la storia legata al suo nome. Fino a qualche anno fa, infatti, era chiamato Tocai. Senza aver mai avuto alcuna parentela con il celeberrimo vino ungherese Tokaji, i due si trovarono ad avere due nomi decisamente assonanti e, per quanto fossero prodotti completamente diversi e appartenenti anche a tradizioni vinicole di due paesi distanti, ci fu il dubbio che potessero essere confusi. Per questa ragione si decise che il nome Tokaji sarebbe rimasto ad appannaggio del vino ungherese, imponendo un cambio di nome al Tocai nostrano, nonostante fosse un vitigno di storia secolare e molto conosciuto. Naturalmente questa decisione non incontrò il favore dei produttori, che tuttavia dovettero trovare un modo per far conoscere al grande pubblico il nuovo nome del vitigno e cercare di mantenere la maggior parte possibile della fama e degli estimatori che si era guadagnato. Per questa ragione, per un periodo venne chiamato “Tocai Friuliano” e poi, infine, divenne solo “Friulano”.
Come potete immaginare, si tratta di un vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia, ma è diffuso anche in altre regioni. È il vitigno base della DOC Lison (denominazione inter-regionale tra Friuli e Veneto).
Il grappolo è allungato, conico, compatto. Gli acini sono di colore giallo, non perfettamente sferici, con buccia spessa e ricca di pruina.
I vini a base di Friulano sono di colore giallo paglierino luminoso, che può assumere tonalità più calde con l’evoluzione. I profumi ricordano i frutti a polpa bianca, come mela, pera e pesca, insieme a sentori floreali di mughetto e camomilla; completa il tutto una nota erbacea evidente. Possono comparire sentori speziati e mielosi con l’evoluzione. Al palato il Friulano conferisce una buona struttura e un equilibrio perfetto, tra morbidezza da una parte e sapidità e freschezza dall’altra. Chiude il tutto una piacevole nota ammandorlata.
