Ramandolo
VITIGNI
Verduzzo Friulano 100%
ZONA DI PRODUZIONE
Provincia di Udine
ATTUALE DENOMINAZIONE
DOCG
STORIA
Il Ramandolo prende il nome da una frazione del comune di Nimis, in provincia di Udine. Questa zona, che si colloca nella parte più settentrionale del Friuli Venezia Giulia, si distingue per colline alte e particolarmente scoscese: tutte le operazioni in vigna, dunque, inclusa la raccolta, devono essere effettuate manualmente, vista l’impossibilità dell’utilizzo di macchinari tra questi terrazzamenti stretti e ripidi. I terreni vocati ed il clima mite, grazie alla presenza del Monte Bernadia, che protegge le colline sottostanti dai venti forti, rendono la zona ideale per la viticoltura. È un territorio di indubbia bellezza, tanto che Ippolito Nievo lo definì “piccolo compendio dell’universo”.
Il vino Ramandolo ha una storia piuttosto recente: le prime testimonianze della sua esistenza, infatti, risalgono alla fine dell’Ottocento e la denominazione d’origine gli venne conferita nel 1970. Nel 2001 è diventato una DOCG, traguardo invidiabile in una regione dove le DOCG non abbondano.
È un vino passito: questo significa che i grappoli, una volta giunti a maturazione, vengono lasciati ad appassire per qualche mese. Questa operazione avviene prima in pianta (il grappolo non viene raccolto quando è completamente maturo, ma viene lasciato sulla pianta fino alla fine del mese di ottobre) e, una volta effettuata una vendemmia tardiva, si possono fare appassire ulteriormente le uve su graticci in locali chiusi in condizioni di temperatura ed umidità controllate. Questa pratica fa in modo che parte dell’acqua contenuta negli acini evapori, con una conseguente concentrazione delle sostanze estrattive in essi contenute. Il risultato sarà quindi un vino di grande intensità e concentrazione. Il Ramandolo non è l’unico passito in Italia: dal Recioto, al Moscato di Scanzo, fino al Passito di Pantelleria o al Greco di Bianco, la scelta è molto vasta.
DEGUSTAZIONE
Come segnalato in precedenza, le uve utilizzate per produrre il Ramandolo vengono sottoposte ad appassimento.
Il colore è dorato piuttosto intenso, carico e lucente; ruotando il calice è fin da subito evidente che si tratta di un vino di buona consistenza e dal tenore alcolico sostenuto.
Al naso i profumi sono intensi e il bouquet può arrivare ad un buon livello di complessità: subito prorompente l’albicocca essiccata, a cui successivamente si uniscono note di pesca sciroppata, scorza di agrumi candita, frutti tropicali, ma anche note speziate dolci e sentori pungenti, che ricordano lo zenzero. Si uniscono profumi di miele d’acacia e spesso sentori balsamici o, in caso di lunghe evoluzioni, eterei.
Al palato è un vino intenso, morbido, rotondo, che si contraddistingue per un residuo zuccherino evidente e un tenore alcolico piuttosto sostenuto; bilanciano una buona spalla acida e una nota sapida piacevole. Una lieve tannicità, sorprendente, dà un tocco in più. È un vino di lunga persistenza ma anche fine alla degustazione.
ABBINAMENTI
Ideale in accompagnamento a pasticceria secca o guarnita con miele e confetture, frutta secca e frutta essiccata; in particolar modo si adatta all’abbinamento con la Gubana, dolce tipico friulano. Ottimo vino da fine pasto e da meditazione.
NOTE
Alcuni esemplari di Ramandolo vengono ottenuti a partire da un insieme di mosti, in parte provenienti da uve sottoposte ad appassimento ed in parte da uve raccolte con vendemmia tardiva.