Rosazzo

VITIGNI

Friulano (min. 50%), Sauvignon (min. 20%, max. 30%), Chardonnay e/o Pinot Bianco (min.20%, max 30%), Ribolla Gialla (max. 10%) e altri

 

ZONA DI PRODUZIONE

Provincia di Udine

 

ATTUALE DENOMINAZIONE

DOCG

 

STORIA

I vitigni previsti per la produzione del Rosazzo sono tutti tipici del Friuli Venezia Giulia. Sono vitigni dagli aromi molto riconoscibili e caratteristici e la loro unione dà vita a vini di grande impatto. La base principale è costituita dal Friulano, presente per almeno il 50%: questo vitigno, che conferisce ai vini una buona struttura e un aroma tipico di mandorla, si unisce a Sauvignon, Pinot Bianco e Chardonnay, vitigni decisamente riconoscibili, e alla Ribolla Gialla.

La denominazione Rosazzo nasce negli anni ’70 e nel 2011 avviene il passaggio a DOCG.

 

DEGUSTAZIONE

Naturalmente, le caratteristiche degustative di questo vino dipendono in gran parte dal blend di vitigni scelto dal produttore e dalle loro proporzioni.

Il colore è un giallo paglierino lucente, che può virare verso tonalità dorate, in special modo se c’è stata un’evoluzione in legno.

Al naso sono evidenti le note tipiche di ognuno dei vitigni utilizzati: insieme agli aromi fruttati, che possono variare dai frutti a polpa bianca a quelli a polpa gialla o frutti tropicali, si percepiscono note di fiori bianchi; la presenza del Sauvignon si può percepire immediatamente, grazie alla tipica nota erbacea che lo contraddistingue. L’eventuale utilizzo del legno conferisce una delicata speziatura, che può variare dalla vaniglia alla cannella fino a note lievemente burrose

La struttura conferita dallo Chardonnay, dal Friulano e dal Pinot viene egregiamente bilanciata dalla piacevole freschezza e da una nota delicatamente sapida; morbidezze e durezze si equilibrano in un connubio che ben si risolve in una lunga persistenza. Il finale piacevolmente ammandorlato chiude la degustazione con un tocco in più.

 

ABBINAMENTI

Si presta ad accompagnare un pasto intero: gli esemplari più semplici possono essere abbinati ad antipasti o primi piatti mediamente strutturati, mentre quelli più evoluti accompagnano anche secondi di media struttura a base di carni bianche.

 

NOTE

Se vi piace il tocco dato dal Friulano, vi consigliamo la denominazione Lison, che prevede un utilizzo di questo vitigno per un minimo dell’85%