Colli Bolognesi
VITIGNI
Colli Bolognesi Bologna Spumante: Chardonnay e/o Pinot Bianco (min 40%), Pignoletto e/o Pinot Nero e/o Riesling Italico e/o Sauvignon (per la percentuale rimanente)
Colli Bolognesi Bianco Bologna: Sauvignon (min. 50%)
Colli Bolognesi Rosso Bologna: Cabernet Sauvignon (min. 50%)
Inoltre, esistono Colli Bolognesi Barbera, Colli Bolognesi Cabernet Sauvignon, Colli Bolognesi Chardonnay, Colli Bolognesi Merlot, Colli Bolognesi Pignoletto, Colli Bolognesi Pinot Bianco, Colli Bolognesi Riesling, Colli Bolognesi Sauvignon: per ciascuno di questi, il vitigno riportato nella dicitura deve essere presente per almeno l’85%
ZONA DI PRODUZIONE
Provincia di Bologna e una piccola parte della provincia di Modena
ATTUALE DENOMINAZIONE
DOC
STORIA
La denominazione Colli Bolognesi nasce nel 1985. I vini prodotti in queste zone sono diversi e, a seconda delle uve utilizzate, possono avere caratteristiche differenti. Attenzione, non bisogna confondere questa denominazione con la Colli Bolognesi Classico Pignoletto: questa, infatti, è una DOCG e, pur avendo un’estensione territoriale simile, è dedicata ai vini a base Pignoletto per un minimo del 95% ed ha un disciplinare diverso.
DEGUSTAZIONE
Come potrete immaginare, i vini prodotti nella DOC Colli Bolognesi possono avere caratteristiche molto diverse a seconda delle uve utilizzate. Riportiamo di seguito le principali caratteristiche:
Colli Bolognesi Bologna Spumante: questo vino ha come base due dei vitigni che classicamente concorrono alla creazione delle bollicine, lo Chardonnay e il Pinot Bianco, con la possibilità di aggiungere altri vitigni, sia autoctoni che internazionali. Il risultato è un prodotto piuttosto variabile che, a seconda delle scelte operate in vigna e in cantina, può presentare caratteristiche differenti. In generale si tratta di vini spumanti non eccessivamente strutturati, che fanno della freschezza e del perlage fine i propri cavalli di battaglia. Il bouquet di profumi è fragrante, diviso tra sentori di fiori freschi e di agrumi e frutti a polpa bianca, come la mela.
Colli Bolognesi Bologna Bianco: questi vini sono ottenuti per almeno il 50% da uve Sauvignon. Questo vitigno conferisce caratteristiche marcate e riconoscibili, primi fra tutti i profumi floreali di sambuco e una spiccata nota erbacea, che ricorda la foglia di pomodoro. L’intensità di questi sentori dipende dalla vinificazione e anche dalla percentuale più o meno abbondante con cui il Sauvignon viene utilizzato. Al palato solitamente sono vini freschi, fragranti, facili da bere e gradevoli, ma mai scontati.
Colli Bolognesi Bologna Rosso: così come avviene per il bianco, anche in questo caso c’è un vitigno predominante, il Cabernet Sauvignon. Caratterizzato da un buon corpo e da sentori erbacei ben riconoscibili, dà origine a vini fini ed equilibrati: da una parte tannini gradevoli e una buona freschezza, dall’altra una sensazione vellutata e rotonda al palato.
Colli Bolognesi Barbera: in questo caso troviamo la Barbera nella sua forma più genuina. Colore rosso intenso con riflessi violacei, profumi di frutti rossi e neri, accompagnati a volte da una leggera speziatura. I tannini sono delicati e vellutati, mentre una buona nota fresca bilancia una bocca rotonda e seducente. Nella versione “frizzante” le bollicine rendono questo vino ancor più sbarazzino, mentre nel caso dei “Barbera Riserva” si possono incontrare prodotti più complessi, dotati di eleganza e persistenza, adatti per passaggi in legno ed evoluzione in bottiglia.
Colli Bolognesi Cabernet Sauvignon: le caratteristiche elencate per il Bologna rosso si fanno ancora più marcate in questo caso, in cui il Cabernet Sauvignon è presente per un minimo dell’85%. È un vino strutturato, equilibrato e che spesso si presta all’evoluzione in legno e in bottiglia. Al naso il sentore erbaceo caratteristico del vitigno si fa ancor più marcato.
Colli Bolognesi Chardonnay: lo Chardonnay è un vitigno diffuso in tutto il mondo e in molte regioni del Bel Paese. Sicuramente una zona dove trova una buona forma di espressione è proprio quella dei Colli Bolognesi. Solitamente si tratta di prodotti freschi, caratterizzati da profumi fragranti di fiori e frutti. Sono vini di buon corpo, equilibrati, che spesso trovano la massima forma di espressione senza passaggi in legno o lunghe evoluzioni. Naturalmente, come lo Chardonnay ci insegna, esistono molte eccezioni e l’unico modo di catalogare le forme che questo vino può assumere è assaggiare!
Colli Bolognesi Merlot: come lo Chardonnay, il Merlot può assumere molte forme diverse. Solitamente parlando di Colli Bolognesi DOC ci si riferisce a prodotti giovani e fragranti: colore rubino intenso con unghia violacea, profumi di piccoli frutti rossi e neri accompagnati dalla tipica nota erbacea, una bocca equilibrata, caratterizzata da tannini delicati, buona freschezza, struttura media.
Colli Bolognesi Pignoletto: il Pignoletto è uno dei vitigni autoctoni più antichi dell’Emilia Romagna. Oltre alla DOCG Colli Bolognesi Classico Pignoletto, anche nella DOC Colli Bolognesi si possono realizzare vini con questo vitigno, utilizzandolo per un minimo dell’85%. Inoltre sono previste diverse tipologie: “spumante”, “frizzante”, “passito” e “superiore”. Ognuna di queste versioni ha le proprie peculiarità, ma naturalmente presentano dei tratti in comune che possono essere ricondotti all’utilizzo del Pignoletto: colore giallo lucente, profumi freschi di agrumi, zenzero e pesca, una gradevole freschezza al palato.
Colli Bolognesi Pinot Bianco: come accennato per gli altri vitigni internazionali, sicuramente anche il Pinot Bianco si presta ad essere vinificato in versioni molto diverse. Nel caso dei Colli Bolognesi solitamente si tratta di prodotti da consumare in gioventù, poco elaborati e che fanno della freschezza il proprio punto di forza. Il colore è paglierino chiaro, spesso con riflessi verdolini. Al naso fanno capolino fiori di campo e frutti a polpa bianca: gli agrumi, la mela e il biancospino. Al palato è un vino fresco, dritto, caratterizzato da un corpo esile e piacevole.
Colli Bolognesi Riesling: in questo caso si tratta di Riesling Italico. Solitamente si tratta di vini da bere giovani, caratterizzati da un colore paglierino abbastanza scarico e profumi fragranti di frutti e fiori freschi. Difficilmente si incontrano esemplari caratterizzati da evoluzione in legno e destinati a lungo invecchiamento. Al palato la freschezza e la sapidità si sposano con un palato delicato, a volte segnato da una leggera nota abboccata.
Colli Bolognesi Sauvignon: questo vitigno ha caratteristiche peculiari e, di conseguenza, spesso anche i vini fatti per la maggior parte di Sauvignon risultano molto riconoscibili. Il bouquet di profumi si caratterizza, infatti, oltre che per profumi floreali marcati e fruttati, anche per una nota erbacea, che ricorda la foglia di pomodoro. Al palato sono vini secchi, freschi, intensi ma non stucchevoli.
ABBINAMENTI
Naturalmente ognuno di questi vini richiede abbinamenti diversi: ricordate che la regola generale è abbinare ad un piatto un vino di uguale struttura, in modo che non ci sia una parte più debole che potrebbe essere sovrastata dall’altra.